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Approccio multidisciplinare: non solo retorica
Le formiche, ad esempio, sono eccezionali rappresentanti di questa soluzione: cos’altro può spiegare il successo di questi piccoli insetti che, secondo alcune ricerche, vantano una biomassa (la somma del peso di tutti gli individui presi singolarmente) corrispondente al 20% di quella umana: praticamente gli abitanti di un intero continente a vostra scelta.
Allo stesso modo, è stata la collaborazione tra umani, raccolti in piccole civiltà prima e in grandi società poi, che ci ha donato il potere con cui, da animali privi di artigli e pochi strumenti di difesa e caccia, siamo diventati padroni del pianeta in cui viviamo (pessimi affittuari direbbe un fantomatico Creatore) e manipolatori della Natura attraverso la scienza e la tecnologia.
In medicina ahinoi, dovrebbe avvenire la stessa cosa: la visione di insieme del Paziente non può essere messa da parte pur di rispettare gli illegittimi confini delle specificità perché, strano a ricordarlo, l’obiettivo non è soddisfare il lavoro del clinico ma il bisogno di salute del paziente che sente la necessità di sentirsi compreso globalmente dal team che lo prende in carico.
Di essere ascoltato in quanto Persona, e non rappresentazione fredda e cinica di un insieme di organi da sistemare alla bell’e meglio.
Cosa è l’approccio multidisciplinare in medicina
Mai prendendo in esame il Paziente nella sua totalità ma sempre orientato ad un particolare problema clinico caro agli organizzatori dello stesso: lesioni difficili, oncologia, psichiatria e centinaia di branche mediche e persino di argomenti di nicchia che interessano qualche migliaia di sanitari in tutta Italia hanno almeno una volta nella vita parlato di questo ipotetico approccio. Dimostrazione che i clinici sono intrappolati in un paradigma medico-centrico e non paziente-centrico. Ma in definitiva, perché è necessario provare a parlarne ancora?
Perché come sanitari, sempre più iper-specializzati e competenti nel risolvere particolari problemi, siamo ancora inermi di fronte al fatto che, troppo spesso, non risolviamo i problemi dei pazienti. Li posticipiamo.
Il paziente continua a chiederci soluzioni complessive e noi riusciamo soltanto a proporre maggiore specificità, nell’infruttuoso tentativo di riuscire a risolvere qualcosa che andrebbe invece integrato, accolto, compreso. Il paradigma infermieristico del “curare e prendersi cura” più di tutti può avvicinarsi a questo concetto.
In un mondo professionale sempre più iper-specializzato, infatti, le singole proposte cliniche e terapeutiche, potranno pure essere puntuali ed efficaci, ma non smetteranno mai di essere anche parziali e incomplete perché, prese singolarmente, le soluzioni isolate da un vero approccio multidisciplinare non saranno mai all’altezza della complessità totale del bisogno di salute del paziente.
L’assenza della multisciplinarietà è un grosso problema
“L’insieme è maggiore della somma delle sue parti” è il paradigma gestaltico con cui chiarire la necessità di un approccio multidisciplinare ai problemi di salute delle persone. Come abbiamo già detto, se al bisogno di salute del paziente, rispondiamo con interventi isolati, non integrati e a non al livello della complessità del rapporto Uomo/Salute, falliremo sempre.

Eppure, se tutti questi professionisti non parleranno tra di loro tramite un reale approccio multidisciplinare, il problema del paziente non verrà risolto ma solo rimandato tra un professionista e l’altro.
E come se ci aspettassimo che, pur di riuscire a costruirsi una casa, il proprietario passi in processione dal costruttore, poi dall’architetto, e infine dall’ingegnere. E che poi questo malcapitato si assumesse la responsabilità che la casa rimanga in piedi perché tutte le risposte ricevute sono state ineccepibili anche se completamente avulse dal quadro generale. La casa appunto. In medicina, paradossalmente, spesso avviene questo.
Perché l’approccio multidisciplinare è l’unica soluzione
Ad oggi gli approcci multidisciplinari sono realtà organizzate solo in pochissimi luoghi dove, una gestione illuminata della clinica, sono in grado di vedere nella collaborazione multiprofessionale la soluzione a molti problemi.
Questo breve articolo non è in grado di dare risposte ma può sollevare riflessioni: è forse l’ospedale è il posto dove questo dialogo può prendere la forma concettuale più solida? Luogo dove le risorse professionali sono in grado di trovarsi a pochi metri uno dall’altro?
Sul territorio è grande l’incognita sulla sua evoluzione: solo le grandi aspettative di questa recente riforma (Decreto ministeriale 77/2022) potranno alimentare un dialogo attorno al paziente, grazie ai luoghi effettivi (Ospedali e Case della Comunità) dove ciò potrà avvenire. L’infermiere di famiglia, a mio avviso, è un primo argine a questa necessità ma impotente di fronte all’enormità della questione.
Ad oggi, privi di queste solide realtà, i problemi sono insormontabili: tempi lunghi, difficoltà di connessione per mancanza di canali ufficiali interprofessionali e mancanza di spazi condivisi rendono ormai improcrastinabile la realizzazione di questa agognata rivoluzione.
Perché, in conclusione, vogliamo ricordare (e ricordarci) che, l’implementazione di un approccio multidisciplinare non risponde solo all’esigenza di risposte semplici a problemi complessi del paziente, ma anche a chi ne è responsabile: l’operatore sanitario che ha preso in carico, non il paziente, ma finalmente la Persona.
Autore: Dario Tobruk (seguimi anche su Linkedin – Facebook – Instagram)
Infermiere – Manuale per i concorsi e la formazione
Manuale per l’Infermiere collaboratore professionale
Questo manuale è destinato sia a professionisti esperti, sia a coloro che devono studiare per superare le prove di un concorso per il profilo da infermiere. Gli argomenti vengono trattati in modo chiaro e approfondito, seguendo le indicazioni dei programmi d’esame dei concorsi delle Aziende Ospedaliere e delle ASL. Nella prima parte del libro vengono descritti l’evoluzione e gli aspetti normativi del Sistema Sanitario Italiano, partendo dall’istituzione e dalle principali riforme del Servizio Sanitario Nazionale arrivando fino al PNRR. L’analisi prosegue con un focus storico e legislativo dell’Infermiere (il profilo professionale, il Codice Deontologico, il percorso di formazione continua ECM, il Codice di Comportamento e le principali teorie infermieristiche) e dell’OSS, descrivendo il percorso che va dall’infermiere generico fino alla figura dell’Operatore Socio Sanitario. Il manuale tratta il processo di assistenza (i modelli per la valutazione delle attività assistenziali) e la ricerca infermieristica con la descrizione delle evidenze nella pratica professionale, con un focus specifico sull’Evidence-Based Medicine (EBM) e sull’Evidence-Based Nursing (EBN). Una parte si focalizza sulle strategie da implementare per garantire la sicurezza sia dei pazienti che degli operatori sanitari, includendo aspetti come il risk management, l’health technology assessment e le infezioni correlate all’assistenza-ICA. Viene inoltre trattata la normativa relativa alla sicurezza sul lavoro, in particolare il decreto legislativo n. 81 del 9 aprile 2008. L’ultima parte offre un approfondimento sull’assistenza infermieristica, descrivendo gli strumenti operativi disponibili, come linee guida, protocolli, procedure, PDTA, scale di valutazione e cartella infermieristica. Vengono anche discusse le principali procedure adottate, tra cui Case Management, Primary Nursing e telemedicina, insieme alle diverse tipologie di assistenza, che comprendono quella di base, internistica, area critica sia in ambito intraospedaliero che extraospedaliero, e assistenza perioperatoria. Nella sezione online collegata al libro sono disponibili alcuni approfondimenti normativi. Ivano CervellaLaurea in Infermieristica, Master di I° Livello in Management e Funzioni di Coordinamento delle Professioni Sanitarie, Laurea Magistrale in Scienze Infermieristiche ed Ostetriche, Master di II° Livello in Organizzazione, Management, Innovazione nelle Pubbliche Amministrazioni. Progettista percorsi formativi ECM (Educazione Continua in Medicina), Membro di “Selezioni – Equipe didattica – Esami OSS”, Docente SSN. di Laurea magistrale in Scienze Infermieristiche ed Ostetriche (Università Piemonte Orientale) e del corso OSS, vanta numerose esperienze professionali e didattiche in campo sanitario, vanta numerose esperienze professionali e didattiche in campo sanitario.Carlo CatanesiLaurea in Infermieristica, Laurea Magistrale in Scienze Infermieristiche ed Ostetriche, Master di I° livello in Management e Coordinamento delle professioni sanitarie, Master di II° livello in Management e Direzione di strutture complesse. Infermiere presso la S.S. Grandi Ustioni dell’ AOU CSS di Torino, Docente SSN, vanta numerose pubblicazioni scientifiche ed esperienze professionali e didattiche in ambito sanitario.
Ivano Cervella, Carlo Catanesi | Maggioli Editore 2025
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