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A cosa serve l’esame citologico dell’espettorato?
L’esame citologico dell’espettorato è un esame di laboratorio che studia la natura delle cellule che vengono veicolate e trasportate dal muco denso chiamato catarro, escreato o espettorato, e che rappresentano i tessuti cellulari delle vie respiratorie.
In particolare, al sospetto clinico, possono essere ricercate cellule neoplastiche, segni di asbestosi, una malattia polmonare cronica conseguente all’inalazione di fibre di amianto (o asbesto) o la ricerca di siderociti, macrofagi che inglobano ferro (Fe), segno tipico di possibile siderosi, una malattia polmonare dovuta a continua inalazione di metalli pesanti tipici dei minatori nelle miniere di ferro, negli operai delle acciaierie e nei saldatori. Un test positivo giustifica sicuramente una serie di esami più approfonditi come un’ecografia o una TAC.
Come raccogliere il campione per un esame citologico dell’espettorato
L’espettorato va raccolto all’interno di un contenitore a bocca larga, sterile, pre-riempito di un conservante o fissativo che non deve essere assolutamente gettato a meno di invalidare l’esame. Il contenitore va aperto solo al momento della raccolta delle urine. Il liquido al suo interno è infiammabile, maneggiare con cura.
Per una corretta identificazione del paziente, è necessario consegnare i contenitori con nome, cognome e dati sensibili del paziente.
È preferibile che il campione venga consegnato il mattino stesso in cui viene raccolto, se ciò non fosse possibile è possibile conservarlo in frigorifero per 24h, al massimo
L’esame standard si basa sulla raccolta di uno o più campioni, generalmente tre: in questo caso, ogni campione va raccolto una volta al giorno, per i tre giorni, in un contenitore diverso. Il paziente dovrà essere educato alla corretta procedura di raccolta dell’espettorato. La procedura per l’esame citologico dell’espettorato è semplice ma un possibile errore può compromettere tutto il test:
- se la tosse non fosse produttiva, il catarro è scarso, chiedere al medico di base la prescrizione, nei due giorni precedenti, di mucolitici;
- la mattina appena svegli, eseguire gargarismi e igiene orale esclusivamente con acqua, escludere collutori e dentifricio;
- aprire il contenitore senza toccare i bordi del tappo o del contenitore per evitarne la contaminazione;
- provocare l’espulsione di espettorato con colpi di tosse all’interno del contenitore;
- chiudere il contenitore; se necessario scrivere il numero progressivo di raccolta (esempio 1 per il primo giorno, 2 per il secondo, ecc…), e i dati del paziente sul contenitore;
- consegnare entro poche ore al laboratorio o all’infermiere, se impossibilitati conservare il campione in un luogo fresco, a temperatura ambiente e lontano da fonti di luce;
- ripetere ogni giorno la stessa procedura per il numero di prescrizioni (un campione, tre campioni, ecc…);
- se presente, compilare la scheda anamnestica al momento della consegna o al proprio domicilio e allegarla ai campioni;
L’esecuzione corretta della procedura di raccolta dell’espettorato è fondamentale per avere un campione valido. La procedura è molto semplice ma va eseguita nei dettagli per non inficiare l’esame ed essere costretti, con ulteriori costi personali in termini di tempo e soldi, a ripeterlo più volte.
Autore: Dario Tobruk (Profilo Linkedin)
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