L’esperta: “Carenza di infermieri? C’è una crisi di vocazione perché è un lavoro difficile”


In un’intervista a La Nazione, la direttrice del Dipartimento infermieristico e Ostetrico della Asl Toscana Sud Est (che conta 5400 lavoratori tra infermieri, OSS e ostetriche), Vianella Agostinelli, ha parlato della carenza di professionisti dell’assistenza: «A livello nazionale in questa fase c’è una crisi di ‘vocazione’, in pochi scelgono infermieristica perché è un lavoro difficile, che coinvolge anche emotivamente».


Questo, secondo l’esperta, sarebbe quindi il motivo più importante per cui nessuno vuole più studiare da infermiere? Una crisi di “vocazione” dovuta alla scarsa voglia dei giovani di farsi coinvolgere a livello emotivo? Qualcosa, inevitabilmente, ci sfugge. E gli stipendi da fame? E lo scarso riconoscimento sociale? E le scarse possibilità di carriera? E il demansionamento sistematico? E le aggressioni continue?


Tutti temi non pervenuti o quasi, nell’intervista: sulla carriera, Agostinelli dichiara: «I nostri professionisti sono impegnati nella clinica, nella formazione e ricerca, nell’organizzazione». E ancora: «Nella clinica c’è la possibilità di carriera acquisendo ulteriori specializzazioni. Nel settore dell’organizzazione ci sono ruoli importanti come il coordinatore, con una funzione strategica in tutti i setting. C’è poi la parte della formazione con la gestione dei corsi di laurea infermieristica, i master e i corsi oss».


Sulle aggressioni, la direttrice spiega la sua ricetta per ridimensionare il fenomeno: «Il 12 marzo sarà la giornata contro le aggressioni ai professionisti. Serve un patto basato sul rispetto e la fiducia, sul recupero di una relazione che si è deteriorata. Il fenomeno esiste ed è demotivante per i professionisti, molti dei quali fanno sempre più fatica a lavorare in alcuni setting tra cui ad esempio il Pronto soccorso. Occorre un cambio di paradigma culturale. Noi stiamo facendo la nostra parte ma serve una nuova alleanza con i cittadini».

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Alessio Biondino

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